I SUONI PURI DELLE CAMPANE DI CRISTALLO

Suonare le

L’interazione tra le campane e l’organismo umano

La N.A.S.A. ha definito il suono delle campane di cristallo, usate in concerti e trattamenti energetici, come quello più vicino ai suoni dei pianeti. Il quarzo, oggi ampiamente utilizzato in tutti i nostri sistemi di telecomunicazioni più avanzati, è in grado, se sottoposto a compressione o riscaldamento, di polarizzare elettricamente le facce opposte del suo cristallo emettendo una sorta d’elettricità alternata che viene trasformata in frequenza, divenendo così una potente radiotrasmittente. Anche dal punto di vista energetico è un potente accumulatore e amplificatore naturale d’energia. L’effetto benefico dei suoni puri era già stato riconosciuto e sottolineato da sensitivi come Nostradamus, Edgar Cayce e Rudolf Steiner. Il suono puro emesso dalle campane di cristallo (definito “Re di tutti i suoni”), che noi avvertiamo come particolarmente “bello”, con una vibrazione profonda che risuona in tutto il corpo, è in grado di trasportare chi lo ascolta in uno stato di profondo rilassamento – uno stato tra la veglia e il sonno, come quello raggiungibile nella meditazione profonda – contribuendo quindi a riequilibrare lo stato d’animo e i centri energetici chiamati chakra. Le onde sonore – le vibrazioni prodotte dalle campane di cristallo – creano note musicali e suoni tanto armonici da purificare corpo, mente e spirito, armonizzano i canali energetici del nostro corpo, riattivano le cellule, sciolgono i nodi energetici e rimuovono i blocchi emotivi, donando armonia e una diffusa sensazione di benessere che ci può aprire a un nuovo stato di consapevolezza. L’effetto straordinario di questi suoni, la cui oscillazione perdura per alcuni minuti, è probabilmente dovuto anche al fatto che ogni cosa, in origine, è nata da un suono, da una vibrazione cosmica che manifestandosi ha dato vita all’intero universo conosciuto.

A livello molecolare le nostre cellule contengono parti di silicio che hanno la stessa composizione dei cristalli naturali di quarzo. Questo silicio, quando vengono suonate le campane di cristallo,  entra in risonanza con esse che sono costituite da quarzo allo stato quasi puro (SiO2 al 98,996%). Rudolf Steiner ha più volte fatto cenno a queste formazioni cristalline, e ha anche rilevato che nel corpo umano vi sono cellule esagonali di silicio, come nei cristalli di quarzo, in tutto e per tutto con le stesse caratteristiche.

Eccezionale è il risultato degli studi sugli effetti delle campane di cristallo, svolti dal prof. Claudio Cardella dell’Università “La Sapienza” di Roma sugli effetti delle Campane di cristallo sulla struttura atomica dell’acqua. Gli studi mostrano una ristrutturazione dell’acqua stessa e un forte aumento del livello energetico che – fatto del tutto straordinario – continua ad aumentare nel tempo. Se l’acqua, dunque, si trasforma positivamente per effetto dei suoni delle campane di cristallo, le stesse campane probabilmente avranno un’influenza benefica quasi inimmaginabile anche sul nostro corpo fisico che è composto per il 70 % da acqua, influenza che trattamento dopo trattamento può contribuire a profondi cambiamenti su tutti i livelli.

Noi stessi siamo composti da vibrazioni e frequenze sonore, e l’ascolto dei suoni delle campane di cristallo, l’assorbimento delle loro vibrazioni, ci riporta a quel suono vibratorio originale che è l’AUM (pronunciato om) o AMEN,  da cui proveniamo e nel quale siamo esistiti fin dall’origine: è la Vibrazione Cosmica dell’Armonia e dell’Amore di cui ogni cosa nell’universo ne è piena manifestazione. Essendo l’effetto molto potente, é consigliabile che i terapeuti intenzionati a lavorare con le campane di cristallo facciano prima un corso base di preparazione, per comprenderne le peculiarità e caratteristiche e poter così utilizzare i suoni puri per trasformare le coscienze.

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NOCI LAVATUTTO – IL DETERGENTE NATURALE


Il , spesso definito “l’” per le proprietà detergenti dei suoi gusci, è un albero centenario appartenente alla famiglia delle Sapindacee molto diffuso in India e in Nepal, dove cresce raggiungendo i quindici metri di altezza. In è ornato da splendidi fiori bianchi e in autunno, tra settembre e ottobre, raggiunta la maturazione che dona al frutto un bel colore dorato, avviene la raccolta delle .

I frutti, simili a ciliegie, vengono utilizzati da secoli nella medicina orientale come rimedi espettoranti, emetici, contraccettivi e per il trattamento dell’epilessia e delle emicranie. Nella medicina ayurvedica vengono inoltre menzionati nella “lista delle erbe e minerali” e impiegati in trattamenti per eczemi e psoriasi.

I gusci invece sono la parte più interessante per il mondo occidentale: essi sono costituiti per oltre il 14% da saponine altamente concentrate, le quali, oltre a proteggere la pianta dai parassiti, possiedono anche eccellenti proprietà detergenti, antibatteriche, antivirali e antimicotiche.

Le saponine sono tensioattivi non-ionici naturali, in grado di abbassare la tensione superficiale in soluzioni acquose, permettendo una migliore “permeabilità” e di conseguenza una  migliore pulizia; nella maggior parte dei detersivi vengono utilizzate quelle di natura chimica. L’alta percentuale di saponine contenuta in questi gusci, li rende  l’alternativa ecologica più efficace per il lavaggio di indumenti, le pulizie domestiche e delle stoviglie, la cura del corpo e dei capelli.

In lavatrice basta mettere 5-6 mezzi gusci (circa 10 g) sminuzzati in un sacchetto di cotone (solitamente incluso in ogni confezione), posizionarlo nel cestello in mezzo al bucato e selezionare il programma desiderato (da 30°C a 90°C). Le saponine vengono rilasciate dai gusci solo in acqua con temperatura non inferiore a 30°C; i gusci possono essere riutilizzati 2-3 volte e si smaltiscono poi nel compostaggio (rifiuti organici). Le Noci Lavatutto sono delicate sui tessuti e i colori, adatte per la pelle dei neonati e di chi ha allergie ai prodotti chimici. Come accade per qualsiasi altro detersivo, in caso di macchie o sporco ostinato, bisogna aggiungere un additivo, in questo caso un cucchiaio di Smacchiante Bio (percarbonato di sodio, biodegradabile al 100%) ad ogni carico.

Ma non è finita: un chilogrammo di noci costa solamente 16,00 euro ed è sufficiente per un nucleo di quattro persone per quasi un anno con una media di due o tre lavaggi a settimana (le noci possono essere riutilizzate per un paio di lavaggi, per un totale di circa 200 lavatrici).

Le Noci Lavatutto hanno anche un’ effetto ammorbidente naturale, e non occorre quindi neanche aggiungere alcun ammorbidente, questo vi permetterà così di risparmiare circa il cinquanta per cento rispetto ai detersivi tradizionali.

Con le Noci Lavatutto inoltre si realizza un ottimo detergente liquido che si può utilizzare per:

  • Pulizie domestiche: per i pavimenti sono necessari solo 3 cucchiai di sapone liquido; per i sanitari basta immergere una spugna nel sapone non diluito e risciacquare.
  • Lavaggio di frutta e verdura: lasciando a bagno nel sapone liquido per 10 minuti e risciacquando vengono rimossi pesticidi e sostanze chimiche.
  • Pulizia dei metalli: lasciare  bagno per 10 minuti e lucidare con un panno morbido.
  • Cura del corpo: massaggiare il sapone liquido sulla pelle o sui capelli e risciacquare; è adatto anche per la pulizia degli animali.

Come si prepara il detergente liquido:

Fate bollire 25-50g di noci lavatutto (più o meno 7/16 gusci) in un litro di acqua per 5-10 minuti oppure mettetele in ammollo per alcune ore (in acqua calda), strizzate le noci e mettete il liquido ottenuto in frigorifero per la conservazione (massimo 3 giorni). La concentrazione varierà in rapporto alle noci utilizzate. Le noci usate possono essere poi frullate con acqua per ottenere una schiuma densa, adatta a ogni tipo di lavaggio.

Un’ unica precauzione: evitate il contatto con gli occhi e le mucose. Il sapone non è dannoso per la salute ma può essere irritante e… non si mangia!

Una curiosità: l’ungherese Levente Szabo ha vinto la quinta edizione dell’ Electrolux Design Lab 07, manifestazione che premia ogni anno la miglior invenzione eco-compatibile ed eco-sostenibile per la casa svedese, con la lavatrice E-wash, un brillante mix di antiche conoscenze e moderne tecnologie che utilizza le Noci Lavatutto al posto dell’inquinante detersivo in polvere.

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ASHWAGANDHA, IL GINSENG INDIANO

L’  è la medicina tradizionale indiana utilizzata fin dal 4000 a.C. e citata per la prima volta nel Charaka Samhita, un trattato di 500 principi medicinali compilato intorno al 1000 a.C. Questo antico e complesso sistema curativo si occupa, sotto tutti i punti di vista, del benessere dell’uomo inteso come insieme olistico e cioè nel suo aspetto fisico, psichico e spirituale, tenendo conto della costituzione individuale (prakriti) e delle caratteristiche dei dosha che la compongono. Lo scopo principale dell’ayurveda è quello di contribuire ad aiutare i malati a curarsi ma soprattutto aiutare  le persone sane a mantenere il proprio benessere e prevenire le malattie. Lo studio dei dosha permette di classificare le tendenze psico-fisiche individuali e le disfunzioni che possono derivare dal loro squilibrio; a tal proposito l’ayurveda utilizza minerali, metalli ed estratti fitoterapici (questi ultimi sono la maggioranza) ai quali vengono affiancate posizioni yoga e massaggi, tecniche di respirazione e di rilassamento, consigli di vita e alimentari.

La radice di ashwagandha (withania somnifera) è un rimedio fondamentale della medicina ayurvedica e viene usata in India e in Africa soprattutto  come , in particolare per problemi di emaciazione sia negli adulti che nei bambini; numerosi studi infatti hanno riconosciuto che questa pianta è un promotore della crescita con attività antianemica nei bambini dagli 8 ai 12 anni (aumenta l’emoglobina, l’albumina e ferro ematici, peso e forza). L’ è anche un riconosciuto tonico della funzione sessuale sia maschile che femminile con grossi risultati di aumento della fertilità, ha proprietà immunomodulanti e adattogene (gli adattogeni sono in grado di indurre nell’organismo ammalato condizioni di accresciuta resistenza alle malattie stesse),  è un tonico per il fegato, antinfiammatorio e astringente. È un rimedio che nutre e rischiara la mente, calma e rinforza i nervi, promuove un sonno profondo e ristoratore, ed è considerato uno dei migliori  rasayana (ringiovanenti) dei tessuti in particolare dei muscoli in catabolismo.

Per i suoi effetti tonici a largo spettro l’ashwagandha viene definito “il indiano”, senza però avere le proprietà eccitanti del suo più famoso cugino cinese.

Con l’ashwagandha si ottiene anche un decotto vegetale che diminuisce il vata in eccesso, utile per rinforzare le giunture, le ossa, i muscoli e i tessuti che contribuisce ad alleviare anche la tensione nei muscoli dolenti o infiammati.In Ayurveda il massaggio è considerato parte intrinseca del mantenimento della salute e viene utilizzato per disintossicare e nutrire la pelle, depurare il sistema linfatico e regolare la costituzione (dosha).

L’uomo è un sistema in continuo mutamento, influenzato dalle stagioni, dagli stili di vita, dai pensieri e dalle abitudini che influenzano a loro volta i dosha trasformando gli squilibri in vere e proprie malattie. È importante perciò non pensare che con un’ integratore o un massaggio si risolvano tutti  i problemi, piuttosto comprendere che adottare stili di vita migliori è una necessità e che la malattia è solo un campanello d’allarme che indica che qualcosa nel nostro modo di vivere deve essere corretto.

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ESSENZE FLOREALI DEL MAESTRO – SPIRIT IN NATURE

Oggi voglio parlarvi delle Spirit-in-Nature e di come siano strumenti preziosi che possono aiutarci a vivere questo momento di grandi cambiamenti con equilibrio.

In questo periodo storico, come abbiamo scritto più volte, si stanno sgretolando quasi tutte le vecchie convenzioni e il sistema come lo conosciamo sta scricchiolando sotto i colpi del rinnovamento. Quelli che una volta erano considerati punti fermi nella vita di un individuo sono oggi messi in discussione dalla crisi che sta spingendo ognuno di noi a prendere in mano la propria vita e a scegliere il prossimo passo. Come farlo però con equilibrio? Come rimanere centrati e saldi in mezzo ai flutti della vita? Non esiste una ricetta o una formula magica, nessuno ce l’ha, ogni cosa è già dentro di noi, ogni qualità è profondamente radicata nella nostra anima, magari un po’ nascosta ma c’è. A questo proposito un grande aiuto può venire dalle Essenze Floreali del Maestro Spirit-in-Nature.

Queste Essenze sono la più antica linea di rimedi floreali realizzati  fuori dall’Inghilterra con il metodo di Edward Bach (i ), sono 20 rimedi vibrazionali che agiscono a livello sottile stimolando la qualità di cui abbiamo bisogno. Se sono depresso non cercherò di combattere la depressione ma di stimolare la gioia, la positività, l’allegria: è molto più semplice ed efficace accendere la luce per scacciare il buio piuttosto che combatterlo.

La creatrice della linea, , le ha realizzate nel 1977 dietro indicazione di lasciandosi ispirare dagli insegnamenti di . Yogananda lasciò preziose indicazioni sulle qualità psicologiche di frutta e verdura spiegandole in maniera dettagliata, Lila Devi le ha realizzate estraendo le essenze vitali dai fiori poiché è il fiore che ha il maggior contenuto di energia. Per preparare un essenza prima vengono raccolti i fiori dall’albero, messi immediatamente a bagno in una ciotola di acqua pura sotto il pieno sole mattutino e dopo 3-4 ore l’acqua si è magnetizzata con la qualità della pianta e l’essenza madre è pronta, da lì viene poi diluita in brandy e può essere utilizzata. Così il pomodoro dà coraggio, l’ananas sicurezza di sé, il mais vitalità mentale e il pero definito il “rescue remedie” delle essenze dona pace interiore.

Dopo quasi 35 anni di casistiche possiamo dire che funzionano, se prese con costanza possono essere di grande aiuto per ritrovare serenità, gioia di vivere, dinamismo, positività e tutte quelle qualità indispensabili per uscire dalle difficoltà.

Lila Devi sarà in Italia quest’anno e terrà dei corsi presso il centro Ananda, chi è interessato può andare qui

 

 

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LANCIO DEL LIBRO “PARAMHANSA YOGANANDA. UNA BIOGRAFIA” con Swami Kriyananda

Partiamo verso le 7 di  mattina, direzione Roma, destinazione Teatro Valle per partecipare al lancio del nuovo libro di Swami Kriyananda . Una biografia edito da Ananda Edizioni.

Il Teatro Valle si trova nel centro storico di Roma ed è il più antico teatro della Capitale ancora in attività, lo scorso Giugno è stato occupato dai lavoratori e  lavoratrici dello spettacolo e ora viene  autogestito per protestare contro i tagli alla cultura ed evitarne la vendita. Verso le 10.30 arriviamo al teatro con  il furgone carico di scatole, cavalletti, libri, tavoli, brochure e la prospettiva di una giornata lunga ma piacevole. Insieme agli altri amici di Ananda scarichiamo il furgone e gli spazi (esigui vista l’occupazione) vengono velocemente allestiti e gestiti dalle persone già presenti dando ampio risalto alle  Edizioni Ananda con i suoi libri e alle altre realtà come l’ Associazione Ananda (corsi), l’Ananda Edizioni Sangha (insegnamenti spirituali) e  Inner life . Viene allestito anche un tavolo con il materiale pubblicitario dei due film attualmente in lavorazione, The Answer  e Ananda Movie.

L’atmosfera è gioiosa e piena di energia come tutti gli eventi che facciamo con , è innegabile: ci piace stare insieme e ancora di più ci piace uscire dalla  comunità insieme a  Swamiji per condividere il nostro stile di vita “anandino”con tutti.

La gente inizia ad arrivare nel primo pomeriggio, rivediamo volentieri vecchi amici e facciamo nuove conoscenze provenienti da tutta Italia, il flusso di gente  costante mi ricorda gli elettroni che sciamano verso il polo magnetico, in questo caso il nostro Guru Paramhansa Yogananda raccontato dal suo discepolo diretto Swami Kriyananda.

Alle 15.30 inizia un kirtan tenuto da alcuni membri della comunità che subito ci sintonizza con una realtà più elevata. Dopo la presentazione di Narya Tosetto e del regista Giacomo Campiotti arriva puntuale Swami Kriyananda luminoso nell’abito blu dei Nayaswami. Tutto il pubblico (circa 600 persone) si alza con un ovazione di applausi e gratitudine verso quest’uomo di 86  anni che nonostante i problemi di salute continua a scrivere libri, fare conferenze, registrare lezioni e ispirare migliaia di persone con il suo esempio.

Il coro di Ananda esegue alcuni canti, voci angeliche che riempiono l’aria, e infine Swamiji inizia a parlare. La sua voce è quella di sempre, a tratti amorevole e a volte forte, dolce e allo stesso tempo decisa a seconda di quello che sta raccontando. Si percepisce una grande forza che lo anima e un grande amore che lo sostiene, esorta tutti come sempre ad amare Dio, senza riserve, con forza e determinazione. Racconta aneddoti  e descrive Paramhansa Yogananda come nessun altro ha fatto.

Verso le 6 Swamiji termina il suo discorso e ci lascia cantando per noi insieme al coro. Noi rimaniamo per accogliere la gente che esce e che vuole acquistare i libri, chiedere informazioni o semplicemente scambiare opinioni. Sono tutti visibilmente soddisfatti e incuriositi dal libro che è presente in quasi tutte le mani delle persone che escono, alcuni sono ancora commossi dalle parole di Swamiji.Verso le 6.30 tutto finisce e ricarichiamo il furgone partendo per casa. Ci arriveremo dopo 4 ore una delle quali passata, con il nostro furgone di 4 metri, nel centro storico di Roma alla ricerca dell’uscita da quel labirinto di vie e vicoli.

Cosa ci rimane di questo giorno? Tante cose: gioia, serenità, nuova ispirazione, senso di amicizia e fratellanza con tutti ma soprattutto la certezza, sempre più forte ed evidente, che cercare Dio è l’unica cosa per cui valga davvero la pena vivere questa vita che altrimenti rimane vuota e sprecata. In un periodo storico come questo dove tutto vacilla, dove ogni cosa è instabile ed effimera è imperativo ritrovare il nostro vero centro, non importa attraverso quale strada, ciò che importa è comprendere il vero senso della vita e riscoprire la nostra Divinità individuale. Il nostro grande Guru Paramhansa Yogananda è un luminoso faro che attira devoti come la luce di un lampione attira le falene e Swami Kriyananda è per noi un grande esempio di come dovrebbe essere un vero discepolo che ha vissuto sempre  e solo per servire il suo Guru.

 

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ALLERGIA AI POLLINI E AYURVEDA

 

Con l’arrivo della e delle sue fioriture arrivano anche le allergie che ormai colpiscono ogni anno tra aprile e luglio 12 milioni di italiani allergici ai  pollini di graminacee, cereali, erbe composte, di questi il 20% (2,4 milioni) è allergico ai pollini degli alberi e i loro disturbi cominciano già a fine gennaio.

 

L’ ai pollini conosciuta anche come febbre o è il risultato della reazione esagerata del sistema immunitario che considera il polline come una sostanza pericolosa e lo attacca per sconfiggerlo.  Il raffreddore da fieno si sviluppa spesso in bambini in età scolare e in adolescenza anche se gli stili di vita odierni possono far emergere queste allergie anche in età avanzata. Le persone che soffrono di possono avere anche altri disturbi come asma e/o eczemi e, allo stesso modo, chi ha la è più facile che  sviluppi eczemi e/o asma. Queste condizioni possono anche avere fattori di ereditarietà e diventare cronici.

 

I sintomi più comuni del raffreddore da da fieno sono: infiammazione del naso (rinite) e degli occhi (congiuntivite) causate delle cellule che rilasciano istamina e altre sostanze chimiche quando entrano in contatto con il polline.

Altri sintomi possono essere:

  • naso intasato che prude fortemente con muco chiaro e abbondante
  • testa pesante
  • prurito agli occhi, naso e gola
  • starnuti frequenti
  • difficoltà di respirazione
  • e stanchezza


IL PUNTO DI VISTA AYURVEDICO

 

L’allergia, come la febbre da fieno, è il risultato di un intolleranza a una certa sostanza. Se ci si sovraespone alla sostanza in questione (al polline nel caso di raffreddore da fieno), allora il nostro sistema immunitario entra in azione e cerca di combatterlo considerandolo un “nemico”.

L’ considera questa intolleranza profondamente legata alla digestione e ritiene che vi sia una quantità limitata di una sostanza specifica che siamo in grado di digerire. Se la nostra digestione non funziona bene, un sovraccarico di tossine è in grado di ricoprire le membrane di muco e ostacolare il libero flusso dell’aria. L’ consiglia di utilizzare spezie riscaldanti per promuovere e facilitare la digestione di quello che possiamo assorbire. Una buona strategia per trattare le allergie è quella di rafforzare la digestione, evitando cibi appiccicosi e congestionanti come i latticini, lo zucchero raffinato e il frumento.


RIMEDI CONSIGLIATI

1. Mushroom Formula BIO: Questa formula è un potente adattogeno ed equilibra la funzione immunitaria che, se iperattiva, può aumentare la risposta allergica del corpo. L’attività dei beta-glucani presenti in Mushroom Formula può ridurre in parte i sintomi del raffreddore da fieno. Clicca qui

2.Chywanaprash BIO: Questo elisir è un noto  nutriente per i polmoni  che può aiutare il corpo come risposta agli allergeni stagionali. Clicca qui

3.Succo di aloe vera BIO: Un prodotto naturale per pulire il fegato che contribuisce a ridurre la risposta allergica del sistema immunitario. Il succo di aloe vera bio Pukka non contiene sodio benzoato che è così spesso un fattore scatenante delle allergie. Clicca qui

4. Tisana Refresh BIO: Con menta piperita, finocchio e rosa Questa miscela deliziosamente rinfrescante include la menta piperita, che è rinomata per l’aiuto che dà in caso di raffreddore da fieno e  per le vie nasali congestionate. Clicca qui

5. Sciroppo di sambuco:  Aiuta a ripulire  l’intero sistema respiratorio e i seni nasali dal muco favorendone l’espettorazione. Ha un effetto antiallergico ed è di aiuto in caso di asma, rinite allergica e raffreddore da fieno. Le erbe nutrienti e il miele aiutano a ripristinare la salute e l’integrità delle mucose. Clicca qui

7. Olio per il naso Nasya: Uno speciale decotto di erbe  indiane utile per rimuovere le tossine e la congestione dalla testa. Applicare 2 gocce per ogni narice per permettere all’olio di rivestire l’interno del naso e proteggerlo dal contatto con il polline. Clicca qui

 

Alcuni consigli dietetici ayurvedici

  • Bere per 3-5 giorni acqua calda con zenzero fresco grattugiato e miele per regolare la digestione e la successiva espulsione delle tossine
  • Prediligere alimenti caldi e nutrienti ma facili da digerire come minestre, cereali e verdure cotte a foglia verde.
  • Evitare tutte le sostanze che favoriscono la produzione di muco, come i latticini, le farine e lo zucchero raffinati.
  • Evitare i cibi freddi come insalate e verdure crude, bere acqua tiepida (mai fredda) poiché riducono le capacità digestive e possono creare ristagno.
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SUCCO DI ERBA DI GRANO – IL SUPERCIBO

 

L’ è una vera propria panacea utilizzata fin dall’antichità per le sue proprietà terapeutiche. Abitualmente viene consumata come succo ottenuto dalla spremitura dei verdi fili di erba che nascono dai semi appena germogliati del grano e che contengono tutti i principi attivi prontamente attivati dalla germogliatura stessa. Il succo però va consumato fresco per evitare ossidazioni, per ovviare a questo si può trovare anche in polvere liofilizzata come quella biologica della marca Pukka proposta da Inner life.

Il è un potente antiossidante grazie all’alto quantitativo di clorofilla (circa 70%) con proprietà ossigenanti e nutritive dei tessuti. Viene anche chiamata sangue vegetale per la sua struttura molecolare simile all’emoglobina. Ha un azione curativa preventiva e di grande valore sia pre che post-operatoria. Contiene vitamina A, vitamina B1 (4 volte superiore alla farina di grano), vitamina B12 (80mg/100g), vitamina C (7 volte superiore alle arance), vitamina E – calcio (11 volte superiore al latte di mucca), ferro (4 volte superiore agli spinaci), potassio, fosforo, sodio, zolfo, cobalto e zinco oltre a 17 amminoacidi.

Ma cosa si ottiene dall’utilizzo del succo di erba di grano? Un potenziamento generale dell’energia psicofisica innanzitutto, maggiore resistenza alla fatica, un miglior rendimento scolastico, stimolazione del metabolismo e delle difese immunitarie, miglioramento dei processi digestivi e assimilativi, disintossicazione dell’organismo e una spiccata azione antinvecchiamento grazie alle vitamine antiossidanti e antiradicali liberi.

E’ consigliata sia nel periodo pre-operatorio per aumentare le difese immunitarie che post-operatorio per aumentare il tasso di emoglobina e stimolare la cicatrizzazione. Viene consigliata anche come coadiuvante nei trattamenti anti-aging per ossigenare meglio i tessuti.

La possono prendere tutti anche anziani e bambini, si consiglia l’assunzione per almeno 3 mesi poi secondo le esigenze personali. Tre mesi di questa terapia, fatta prevalentemente in o autunno, ci faranno sentire pieni di energia e con un sistema immunitario notevolmente rafforzato.

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MAHA SHIVARATRI

 significa “notte di ” ed è il momento più sacro e importante dell’ che si svolge ogni anno la notte del 13°/14° giorno del calendario induista seguente alla luna piena (chaturdasi) quando la luna (chandra) è quasi completamente nascosta e il sole (surya) è nel segno dell’Aquario. Nel 2012 cade nella notte tra il 20 e il 21 Febbraio ed è una notte astrologicamente particolare perché il potere della luna che governa la mente (manas) è molto ridotto e il devoto sperimenta una mente più chiara e meno agitata.

Per vivere questo Shivaratri nel modo migliore è necessario dimenticare ogni cosa per una notte e invocare e pregare Dio nella forma di Shiva con fervore e devozione abbandonandosi alla Grazia Divina con il cuore puro e sincero. Shiva è conosciuto in tanti modi tra cui anche Shankara che vuol dire “il Salvatore o Colui che risveglia la coscienza”, la radice Sham infatti significa “coscienza piena di beatitudine” (Cit-Ananda) mentre Kara è “Colui che la risveglia”. Il messaggio di questo Shivaratri 2012 è ancora più forte, ci viene chiesto di abbandonare le coscienze limitanti del Kali e di aprirci a quelli che le Upanisad citano come attributi di Dio e cioè la Verità Eterna (Satyam Shivam) che è Bellezza Assoluta (Sundaram) e che è presente in ogni essere umano in quanto Divino. Shiva ci aiuta ad abbandonare il superfluo e a viaggiare leggeri e spediti, come una freccia lanciata da un arco, verso Dio.

Shivaratri è un giorno molto favorevole per piantare i semi spirituali che germoglieranno durante l’anno fino ad arrivare alla perfezione in Dio e al distacco da ciò che non è reale (vairagya) cioè questo mondo materiale illusorio (maya) fatto di separazione e sofferenza. Per prepararci bene allo Shivaratri possiamo mantenere domani la mente sempre concentrata sul Dio Shiva anche mentre svolgiamo le nostre attività quotidiane cantando mentalmente il mantra Aum Namah Shivaya in attesa che la notte la nostra devozione fluisca come il Sacro Gange e risalga fino al capo di Shiva, Colui che distrugge le illusioni e risveglia le coscienze. Lasciate che l’amore per Dio e per tutti gli esseri riempia il vostro cuore e sgorghi liberamente, questa notte il Divino si manifesta più intensamente a patto che la vera devozione nasca con fervore dal cuore gonfio d’amore per Dio che ci ricorda continuamente ciò che realmente siamo, Sat-Cit-Ananda l’Assoluta Beatitudine dell’Eterno presente.

Jaya Shiva Shankara

 

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LA SCIENZA SACRA – SWAMI SRI YUKTESWAR

il libro La Scienza Sacra scritto dallo Swami nel 1894 è un capolavoro spirituale che con saggezza e discernimento illustra l’evoluzione universale della Coscienza dando anche esaurienti spiegazioni sulla natura dell’energia e della materia. Studioso della Bhagavad Gita ma anche della Bibbia, Sri Yukteswar fondò parte del suo insegnamento sulle similitudini fra la tradizione cristiana e quella induista. Su richiesta del suo paramguru (Guru del suo Guru) il Mahavatar Babaji, raccolse parte delle sue riflessioni su questo argomento in un piccolo libro intitolato Kaivalya Darsanam (Verità Ultima). Il libro fu poi pubblicato nel 1949 dalla Self-Realization Fellowship, con il titolo The Holy Science e successivamente tradotto e stampato in italiano nel 1993 dalla casa editrice Astrolabio.  Per acquistare il libro La Scienza Sacra

TRATTO DALL’INTRODUZIONE DELL’AUTORE

[Questa esposizione della Verità Ultima, Kaivalya Darsanam è stata scritta da Priya Nath Swami, figlio di Kshetranath e Kadambini della famiglia Karar (Nel 1894, quando fu scritto questo libro, Babaji insignì il suo autore del titolo di 'Swami'; in seguito questi fu iniziato ufficialmente nell'Ordine degli Swami dal Mahanta (il Superiore del monastero) di Buddha Gaya nel Bihar, con il nome monastico di Yukteswar. Egli apparteneva al ramo Giri (montagna) dell'Ordine degli Swami).

Verso la fine del 194° anno del Dvapara , nella città di Allahabad, il grande Maestro Mahavatar Babaji espresse la volontà che tale interpretazione fosse pubblicata a beneficio del mondo intero.]

Lo scopo di questo libro è quello di mostrare, quanto più chiaramente possibile, che esiste una unità di fondo fra tutte le religioni; che non vi è differenza fra le verità professate dalle varie fedi; che il mondo si evolve, sia esteriormente sia interiormente, secondo il medesimo procedimento e che tutte le Scritture riconoscono una sola Mèta. Eppure questa verità fondamentale non è facilmente compresa. Il disaccordo esistente tra le diverse religioni, e l’ignoranza umana, rendono quasi impossibile sollevare il velo e intravedere questa grande verità. Le varie confessioni religiose alimentano l’ostilità e le divergenze, mentre l’ignoranza accentua il divario che separa una fede dall’altra. Solo pochi esseri particolarmente dotati riescono a sottrarsi all’influenza del proprio credo e a scorgere l’identità perfetta delle verità sostenute da tutte le grandi religioni.

La scienza sacra si propone di mettere in evidenza la fondamentale armonia insita in tutte le religioni e di favorirne l’unione. Si tratta di una fatica davvero erculea, ma questa è la missione che mi è stata affidata per ordine divino ad Allahabad – il sacro Prayaga Tirtha, punto di confluenza dei fiumi Gange, Yamuna e Sarasvati – dove si radunano, in occasione del Kumbha Mela, sia gli uomini ancora schiavi del mondo sia gli esseri interamente votati allo spirito.

I primi non possono trascendere i limiti terreni dai quali si sono lasciati imprigionare e gli altri, avendo rinunciato al mondo, non accettano di ritornarvi per lasciarsi nuovamente travolgere dalla sua confusione. Eppure gli uomini completamente immersi nelle preoccupazioni terrene hanno un grande bisogno dell’aiuto e della guida di quegli esseri sacri che illuminano il genere umano. Così deve esistere un luogo in cui gli uni e gli altri possano incontrarsi. Situato sulle rive del mondo, al riparo dai marosi e dalle bufere, il sacro Tirtha è uno di questi luoghi; gli asceti (sadhu) che portano al mondo un messaggio da cui tutti possono trarre beneficio, ritengono che il Kumbha Mela sia l’ambiente ideale per offrire i loro insegnamenti a chi sappia ascoltarli.

Io ero già stato prescelto per diffondere un messaggio del genere quando mi recai al Kumbha Mela che si tenne ad Allahabad nel gennaio del 1894. Mentre passeggiavo sulle rive del Gange, fui avvicinato da un uomo che mi condusse alla presenza di un grande santo, Babaji, il gurudeva del mio stesso guru, Lahiri Mahasaya di Benares. Il santo del Kumbha Mela era quindi il mio paramguruji maharaj (Paramguru, letteralmente ‘oltre il guru’, quindi guru del proprio guru. Il suffisso ji denota rispetto. Maharaj, ‘grande re’, è un titolo spesso aggiunto al nome di personaggi di eccezionale levatura spirituale) che incontravo per la prima volta.

Durante il mio colloquio con Babaji, parlammo delle particolari categorie di persone che frequentano questi luoghi di pellegrinaggio. Gli feci umilmente notare che in terre molto lontane, ad esempio in Europa e in America, vivevano uomini con un’intelligenza di gran lunga superiore a quella della maggior parte dei presenti, che appartenevano a religioni diverse e ignoravano il vero significato del Kumbha Mela. Molti di loro, pur avendo le capacità intellettuali necessarie a intendersi perfettamente con gli uomini spirituali, erano dediti al materialismo più totale. Alcuni, peraltro famosi per i loro studi scientifici e filosofici, non riconoscevano l’unità fondamentale delle diverse religioni. Le varie dottrine servono soltanto a innalzare barriere quasi insormontabili che minacciano di dividere per sempre il genere umano.

Il mio paramguruji maharaj Babaji sorrise e, onorandomi del titolo di Swami, mi affidò il compito di scrivere questo libro. Non so per quale motivo abbia scelto proprio me per rimuovere quelle barriere e aiutare a diffondere la verità che è alla base di tutte le religioni. Il libro è diviso in quattro parti, che corrispondono alle quattro fasi di sviluppo della conoscenza. La mèta suprema della religione è la conoscenza del Sé, Atmajnanam, ma per raggiungerla è necessario conoscere il mondo esteriore.

Quindi la prima parte del libro tratterà dei , le Sacre Scritture, e cercherà di stabilire quali siano le verità fondamentali della creazione e di descrivere l’evoluzione e l’involuzione del mondo.

A ogni livello della creazione vediamo che tutte le creature, dalla più grande alla più piccola desiderano ardentemente tre cose: l’Esistenza, la Conoscenza e la Beatitudine. Questi scopi o traguardi saranno l’oggetto della seconda parte del libro. La terza tratterà del metodo idoneo a raggiungere le tre finalità della vita. La quarta parte, infine, illustrerà tutto ciò che sarà rivelato a chi, avendo percorso un lungo tratto di strada verso la realizzazione dei tre ideali della vita, è ormai prossimo alla mèta.

Nei capitoli che seguiranno ho riportato in caratteri sanscriti i sutra (aforismi) dei saggi orientali facendo poi riferimento, nella spiegazione successiva, alle Sacre Scritture occidentali. In questa maniera ho cercato di fare del mio meglio per dimostrare che tra gli insegnamenti spirituali orientali e quelli occidentali non solo non esistono reali divergenze, ma neppure vere contraddizioni.

Poiché il libro è stato ispirato dal mio paramgurudeva ed è stato scritto nel Dvapara Yuga – un’èra di rapido sviluppo in tutti i campi della conoscenza – confido che il suo significato venga compreso da coloro ai quali è destinato.

Una breve illustrazione degli yuga o ère, corredata da alcuni calcoli matematici, servirà a dimostrare che il mondo si trova attualmente nel Dvapara Yuga e che, ora (1894), sono trascorsi 194 anni dal suo inizio durante i quali la conoscenza umana si è andata evolvendo sempre più rapidamente.

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IL SIGNIFICATO MISTICO DELLO SRI YANTRA

Lo  è lo per eccellenza ed è considerato in India un simbolo di buon auspicio. Yantra è una parola sanscrita che deriva dalla radice yam che significa “strumento, supporto”, uno strumento quindi per favorire un esperienza mistica o spirituale durante la meditazione o la contemplazione. Nel Vastu (la versione indiana del Feng Shui l’arte cinese di incanalare le energie) gli yantra sono anche potenti simboli geometrici che spingono la manifestazione di energie sia terrestri che cosmiche. In India vengono utilizzati negli ambienti, appesi ai muri o addirittura murati nelle abitazioni. Il fisico Patrick Flanagan ha affermato che il potere energetico dello Sri Yantra è oltre 27 volte più potente di quello delle antiche piramidi e come nelle piramidi l’angolo d’inclinazione dei triangoli grandi dell’esagramma dello Sri Yantra è di 51 gradi.  Nel libro The Mathematics of Sri Yantra viene spiegato come la creazione dello Sri Yantra è stata possibile solo con nozioni di matematica superiore, che non esistevano nei secoli passati conosciuti ma che risalgono ai periodi vedici come retaggio di Ere più illuminate, dove gli antichi Rishi avevano penetrato i segreti dell’universo comprendendone i meccanismi.

Lo Sri Yantra simboleggia la creazione e descrive le forze sia del macrocosmo che del microcosmo, forze che agiscono insieme con un movimento sia  verso che dal centro.

Molte raffigurazioni dello Sri Yantra vengono rappresentate (vedi immagine in alto) inscritte in una circonferenza formata da un loto a 8 petali,  a sua volta all’interno di un loto a 16 petali, il tutto racchiuso da un quadrato con 4 porte, una per ogni lato.

Il quadrato viene chiamato Bhupura che deriva dalla radice bhu, la Terra, e pura, cioè intero, ed è definito come regione delimitata dello spazio. Il Bhupura è l’entrata o uscita graduale dalla dimensione cosmica, è munito di quattro porte, una per lato. La porta che si vede in alto rappresenta l’Est (la porta del Sole e dei mantra); il Nord si troverà a sinistra (Porta della Luna e della conoscenza). Il Sud è a destra (Porta degli Avi e della devozione). L’Ovest si trova in basso (la porta del Signore dell’Acqua e dei riti sacri).

Il fiore di loto viene solitamente associato ai chakra, è considerato un simbolo di purezza perché pur nascendo da acque stagnanti e putrescenti dà origine a un bellissimo fiore elevandosi dal fango dove poggiano le sue radici. Ogni petalo dello Sri Yantra  rappresenta una propensione psichica (o vritti) associata a un chakra.

Lo Shatkona (l’esagramma centrale) è composto da 9 triangoli, 4 rivolti verso il basso, che rappresentano la Shakti, l’essenza primordiale dell’energia dinamica femminile (associati a jala l’elemento acqua) e 5 rivolti verso l’alto, che rappresentano il Signore , essenza primordiale della saggezza statica maschile (associati a tejas l’elemento fuoco).  La base di ogni triangolo rappresenta un corpo celeste, nato dal grembo della Dea che presiede allo Yantra Lalita Mahatripura Sundari.

Al centro del triangolo più piccolo c’è un punto chiamato bindu che rappresenta il punto di partenza della creazione o infinito. I triangoli danno origine a loro volta a 43 triangoli sussidiari più piccoli che rappresentano le dimore di differenti divinità, in alcune raffigurazioni infatti compaiono anche  i nomi delle divinità all’interno di essi.

Sotto lo yantra c’è il bija mantra o mantra-seme che manifesta l’energia associata allo yantra come forma-pensiero delle divinità  che esercitano la loro influenza per mezzo di vibrazioni sonore.

 

 

 

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